La vita di una donna attraversa fasi che possono diventare occasioni preziose per porre l’attenzione sulla salute del cuore.
Gravidanza e menopausa, in particolare, possono modificare il profilo di rischio cardiovascolare e offrire indicazioni importanti anche per gli anni successivi.
Durante la gravidanza, alcune complicanze possono rappresentare un segnale da non trascurare. Secondo l’ESC (European Society of Cardiology), ipertensione gestazionale, preeclampsia e diabete gestazionale sono associati a un rischio cardiovascolare circa doppio. Per questo, dopo complicanze ipertensive della gravidanza, l’ESC raccomanda di controllare la pressione arteriosa ogni anno.
È importante, inoltre, condividere queste informazioni con il proprio medico anche a distanza di tempo: fanno parte della propria storia clinica e possono aiutare a monitorare il rischio futuro.
Anche la menopausa segna un passaggio importante. I cambiamenti ormonali possono infatti accompagnarsi a un aumento della pressione, del peso e dei livelli di grassi nel sangue. L’ESC riporta che circa il 30% delle donne sviluppa ipertensione entro un anno dalla menopausa. Il calo degli estrogeni è inoltre associato a un aumento del colesterolo LDL (colesterolo cattivo), i cui livelli – dopo i 55 anni – possono diventare più elevati.
Più che campanelli d’allarme, sono promemoria: piccole tappe da dedicare a un check dei propri valori.
Quando si parla di proteggere il cuore ci sono buone abitudini che valgono sempre. Non fumare, mantenersi attivi, controllare il peso, seguire un’alimentazione equilibrata e tenere sotto osservazione pressione, colesterolo e glicemia sono solo alcuni dei gesti che aiutano a proteggere la salute cardiovascolare lungo tutta la vita.
Ciò che cambia è il modo in cui questi controlli entrano nel quadro di ciascuna persona: insieme al medico, possono essere letti considerando età, familiarità, stile di vita e, nelle donne, anche elementi specifici come gravidanza e menopausa.
La prevenzione può così diventare davvero su misura.