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Approfondimenti
aCaldo o freddo?
  Se è lodevole l'impulso, attenzione all'improvvisazione e ai piccoli traumi sempre in agguato, anche per gli sportivi più allenati. Soprattutto per chi è stato pigro durante l'inverno ma anche per chi, felice della bella stagione, abbandona il tapis roulant in palestra per correre nei parchi della propria città, non è inusuale ritrovarsi acciaccati dopo la prima performance sportiva dell'estate. Se qualche dolorino può essere superabile e quasi fonte di gratificazione, quando il dolore si fa fastidioso, oppure il trauma è stato evidente, è meglio correre subito ai ripari.
In questi casi non è raro sentirsi dare consigli contrastanti da amici e parenti e i “mettici subito del ghiaccio” vanno a scontrarsi frontalmente con i “tieni la parte al caldo”... che fare? Innanzitutto, la cosa più saggia è sempre quella di rivolgersi ad un medico: sarà lui a consigliare la terapia migliore per tornare in pista il prima possibile! Ma, giusto per fare un po' di chiarezza, vediamo quando è utile ricorrere alla terapia del caldo e quando invece è meglio avvalersi del freddo.
Il primo indicatore da valutare è la natura del dolore che può essere acuto, ovvero improvviso, intenso e ben localizzabile in un punto, o cronico, ovvero più lento a manifestarsi, transitorio oppure persistente ma sopportabile.
Quando il dolore è causato da traumi “meccanici”, ovvero contusioni, distorsioni e stiramenti muscolari, l'applicazione del freddo è la più efficace: riduce l'edema ed il dolore. Il freddo provoca vasocostrizione, limitando la circolazione sanguigna nel luogo del trauma. Va applicato 3 -4 volte al giorno, per 10 – 20 minuti. Il freddo è utile anche nel dolore causato da sovrallenamento e nel dolore cronico, quando questo si ripresenta sempre a seguito di uno sforzo, in quanto riduce e previene l’infiammazione. Il freddo non va mai applicato per un dolore cronico prima dell'allenamento, perchè maschera il dolore e potrebbe aggravare la compromissione del punto dolente.
Per i dolori cronici e soprattutto in assenza di sintomi di infiammazione (arrossamento, calore localizzato, dolore) è invece consigliato il caldo: ad esempio per dolori muscolari che non hanno una causa apparente, articolazioni rigide e dolenti, quando notiamo che certi movimenti ci provocano dolore o non ci vengono fluidi come dovrebbero. In questi casi il caldo contribuisce al rilassamento dei muscoli e combatte gli spasmi, stimola la circolazione sanguigna locale e aumenta l'elasticità dei tessuti. L'applicazione non dovrebbe superare i 15 – 20 minuti.
Oggi sono disponibili diverse soluzioni studiate per rispondere efficacemente ad ogni esigenza di applicazione di caldo e di freddo ed in ogni circostanza di utilizzo, in casa o all'aperto.
Chi cerca soluzioni “d'emergenza”, per un utilizzo anche fuori casa, troverà prodotti che generano istantaneamente calore o freddo, senza utilizzo di acqua o di dispositivi riscaldanti o raffreddanti. Questi dispositivi possono essere correttamente posizionati sulla parte dolente, grazie a supporti confortevoli e multifunzionali che permettono di mantenere il freddo o il caldo a contatto della pelle per il tempo necessario alla terapia, lasciando libertà di movimento.
Chi invece è alla ricerca di soluzioni sul lungo periodo, ad esempio per i dolori muscolari cronici, potrà orientarsi su  dispositivi da utilizzare a casa, caricabili elettricamente e altrettanto soddisfacenti dal punto di vista dell'efficacia e dell'ergonomia.
 
aL'importanza dell'autocontrollo glicemico
La consapevolezza e la proattività nei confronti di una malattia cronica sono i presupposti fondamentali  per tenere sotto controllo in maniera efficace questa patologia. Chi è affetto da diabete mellito, sia di tipo 1 sia di tipo 2, soffre di una mancanza o di una ridotta funzione dell’insulina, l'ormone che controlla i livelli di glucosio nel sangue. Elevati valori di glicemia (iperglicemia) nel tempo possono danneggiare organi e tessuti del nostro organismo determinando le complicanze del diabete. Per contro l'ipoglicemia, ovvero un abbassamento eccessivo dei valori di glucosio nel sangue a seguito di un'eccessiva somministrazione di insulina o di un'attività fisica protratta o di un pasto ritardato o insufficiente, è l'altro pericoloso rischio in cui può incorrere il diabetico. Il controllo dei livelli di glicemia nel sangue, al fine di mantenerla costantemente nei valori normali, è quindi l'obiettivo principale di chi soffre di diabete. Per farlo, la persona con diabete deve imparare ad autogestirsi, approfondendo con il suo team medico le specificità della propria malattia e assumendo un ruolo di protagonista assoluto nella cura. Sapere che su quei valori si gioca la possibilità di condurre una vita normale può essere una forte motivazione ed uno stimolo a cercare, sul mercato, gli strumenti che sono stati pensati e studiati per rispondere ad esigenze così specifiche e al contempo determinanti, in termini di qualità della vita. Infatti se è vero che tutti gli strumenti creati per supportare la  persona con diabete  nella terapia sono utili (pungidito, strisce reattive, misuratori, ecc.) e che per ciascuno di essi oggi sono disponibili vari modelli, non è detto che tutti facciano esattamente al caso del singolo individuo: ciascuno troverà il sistema più adatto al proprio stile di vita e alle proprie scelte rispetto alla malattia (ad es. comunicarlo agli altri oppure no). Fortunatamente oggi c'è ampia possibilità di scelta e la ricerca ha portato a soluzioni che tendono a concentrare più funzioni, prelievo, misurazione, scarico dati, etc, in un singolo strumento, a ridurre le operazioni smaltimento, con un occhio di riguardo anche alla discrezione e alla libertà di utilizzo.
Alla luce della chiara correlazione esistente tra l'autocontrollo e il compenso glicemico, sicuramente, rendere più agevoli e discrete, veloci e semplici, queste operazioni quotidiane di autocontrollo della glicemia, attraverso l’integrazione di più dispositivi,  rappresenta un fattore importante per supportare e motivare sia chi sta apprendendo i principi base dell'autogestione di una malattia cronica, sia chi da anni gestisce queste pratiche “come può”. E questo vale per le persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2, curate con terapia insulinica, antidiabetici orali o dieta, così come – secondo i suggerimenti della comunità medico-scientifica americana - vale per coloro che non hanno sviluppato un diabete vero e proprio, ma soffrono di picchi iperglicemici post-prandiali.   
aRespiro libero
Se per i nostri piccoli è un bisogno periodico, spesso noi adulti sottovalutiamo l'importanza di una efficace pulizia nasale quotidiana. Molti studiosi sono concordi nel promuoverne un uso pari a quello che si fa dello spazzolino da denti per l'igiene orale. Perchè, come ci ricordano le antiche discipline olistiche e prima su tutte lo yoga, il respiro è vita. Chi ha bambini conosce bene l'importanza della pulizia nasale che serve a liberare il nasino dal muco e prevenire lo sviluppo di complicazioni causate dai batteri, come sinusite e raffreddore. Soprattutto nei neonati, che fino ai 6 mesi di vita, non respirano dalla bocca ma dal naso, o nei lattanti che non possono respirare dalla bocca mentre succhiano il latte, la pulizia nasale è importantissima, specie prima del sonno. Quello che molti non sanno è che la pratica del lavaggio nasale è utile a tutte le età, tanto è vero che viene utilizzata da millenni nelle discipline olistiche e nello yoga, per le quali il naso e le prime vie respiratorie sono i canali principali attraverso i quali passa il “prana”, ovvero l'energia vitale o soffio, che alimenta e reca beneficio a tutte le parti del corpo.
La pulizia nasale, attraverso le docce nasali o l'irrigazione, dovrebbe essere un'abitudine quotidiana tanto quanto l'igiene orale e sarebbe corretto educare ad essa i bambini, fin dalla più tenera età.
Soprattutto per chi vive nelle città, dove l'aria è inquinata da elementi che seccano eccessivamente le mucose nasali, ed è carica di batteri e fattori allergenici, la pulizia nasale consente una migliore respirazione, previene l'accumulo di muco e contribuisce a tenere pulita la parte che incanala il respiro verso i polmoni e le vie aeree più profonde. Chi la pratica abitualmente, come appunto chi conosce lo yoga, sostiene anche di riscontrare una maggiore capacità di percepire e riconoscere i sapori e i gusti, nonché odori e profumi.
Sono infatti sempre più numerosi i medici che affermano che l’inquinamento atmosferico, che appesantisce con polveri nocive l'aria che inaliamo, nonché il fatto di stare per lungo tempo in ambienti climatizzati dove è difficile conoscere le reali condizioni igieniche dei filtri utilizzati, sono tra le principali cause dell'aumento delle allergie alle vie respiratorie.
La funzione principale del nostro naso è proprio quella di filtrare e “trattenere” le particelle nocive presenti nell'aria per evitare che esse raggiungano i polmoni. Una volta trattenute, l'organo ha bisogno di espellere queste particelle, in modo da non contaminare le vie respiratorie e lo fa attraverso il muco che deve essere asportato.
Per svolgere correttamente il lavaggio nasale esistono in commercio diversi prodotti e strumenti. Ciò che occorre è una  soluzione fisiologica sterile  e un apparecchio per somministrarla: ci sono strumenti studiati appositamente per questo scopo oppure si utilizzano gli apparecchi per l'aerosol. L'ideale è uno strumento che consenta una doccia nasale micronizzata, perché le microscopiche goccioline generate hanno una straordinaria capacità di arrivare alle parti più profonde dell'albero respiratorio. Il flusso erogato dovrebbe essere regolare e sostenuto: questo permette di ridurre i tempi di applicazione e di massimizzare l'efficacia. L'opzione migliore è naturalmente quella di avere un regolatore che permetta di adattare il flusso di volta in volta, secondo le esigenze. Ci sono poi altri elementi che possono indirizzare la scelta, passando anche dall'ergonomia al design: oggi questi apparecchi sono studiati per ridurre al minimo lo sforzo di restare fermi immobili davanti all'apparecchio, grazie ad esempio alla possibilità di effettuare delle rotazioni per “seguire” i movimenti dell’utilizzatore. Contemporaneamente, grazie ai portaoggetti e agli agganci, c’è un’attenzione a ridurre al minimo la necessità di allontanarsi per recuperare accessori. Anche l'ingombro può essere un elemento da valutare nei piccoli appartamenti cittadini (ci sono degli apparecchi portatili a micropistone che stanno nel palmo di una mano). Ci sono infine apparecchi dal design giocoso e divertente, ideali per distrarre e divertire i bambini durante la seduta. Ognuno troverà certamente la soluzione più adatta, vero è che se si vuole seguire le raccomandazioni mediche e rendere quotidiana la pulizia nasale sia per il bambino sia per l'adulto, vale la pena investire in un apparecchio pensato per questo scopo, che consenta un'adattabilità degli accessori che vengono a contatto con il naso dell'adulto o quello del bambino: il diametro del conetto per l'inalazione, ad esempio, è corretto che preveda almeno due misure, applicabili sia alle narici di un bambino, decisamente di diametro più piccolo, sia a quelle di un adulto.
aPressione arteriosa e alte temperature
L'ipertensione arteriosa è una tra le malattie più diffuse nei paesi industrializzati. Si calcola che in Italia ne soffrano circa 12 milioni di persone ma di questi soltanto il 70% è stato diagnosticato e segue una terapia. Indicativamente, abbiamo la "pressione alta" o soffriamo di ipertensione arteriosa quando i valori della nostra pressione "sistolica” (o “massima” che corrisponde al momento in cui il cuore si contrae e pompa il sangue nei vasi) sono uguali o maggiori di 140 mmHg e quelli della pressione cosiddetta "diastolica " (o minima, che corrisponde al momento in cui il cuore si dilata per riempirsi) sono uguali o superiori a 90 mmHg.
Questi sono valori generali (misurati dal medico  o dal farmacista) che, naturalmente, devono essere riportati alla situazione del singolo e valutati in concomitanza con altri elementi . Ci sono infatti fattori di rischio, come l'età avanzata, il diabete o l'obesità, oppure comportamenti a rischio, come il fumo o il consumo di alcool, che possono modificare i meccanismi di regolazione della pressione arteriosa favorendo l’innalzamento della stessa.
Anche i fattori esterni possono influire sulla pressione arteriosa determinandone spesso una riduzione, come ad esempio,  le ondate di calore specie se abbinate a condizioni di inquinamento atmosferico, come accade in estate nelle grandi città. A tal proposito può essere utile visitare il sito del Ministero della Salute, che segnala le iniziative per affrontare l'estate con intelligenza ed evitare rischi per la salute ed in particolare evidenzia che le Persone che assumono regolarmente alcuni tipi di farmaci per l‘ipertensione arteriosa o per le malattie cardiovascolari sono a rischio dei disturbi causati dal caldo. Pertanto a tali persone è suggerito di misurare la pressione arteriosa e consultare il proprio medico di famiglia, per adeguare eventualmente la terapia, in presenza di qualsiasi malessere anche lieve.
  (link a  http://www.salute.gov.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=321)
Un'altra buona abitudine, da acquisire anche attraverso un cambiamento di mentalità che ponga la prevenzione e la cura della propria salute quali attitudini quotidiane e non solo quali reazioni ad un malessere percepito, è quella di controllare la pressione periodicamente ed in maniera autonoma, grazie ad un misuratore di pressione.
La ricerca ha portato al raggiungimento di una accurata precisione di questi apparecchi, certificata dalla presenza del bollino che attesta la Validazione Clinica ESH e dalla possibilità di verificarne la calibrazione nelle farmacie che effettuano tale servizio.  A questo si aggiunge un elevato livello di personalizzazione, che va – per esempio - da un utilizzo estremamente semplificato pensato per le persone anziane, ad un display extra large per chi ha problemi di vista (gli anziani ma anche i diabetici), a modelli da polso pensati per le persone obese , ecc. fino alle funzionalità più sofisticate, come gli avvisi di superamento valore soglia oppure – quando l'apparecchio è dotato di memoria – la possibilità di far comunicare il misuratore con il proprio computer ed eventualmente inviare tramite posta elettronica misurazioni al proprio medico curante.
 
 
Eventi e Fiere
ESH - European Meeting on Hypertension (Centro Fiere, Milano)
ESC congress 2011 - Parigi (Francia)
Medica 2011 - Fiera Internazionale della Medicina e della Tecnica Ospedaliera, Dusseldorf (Germania)
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