Epistassi: perché sanguina il naso?

Il termine scientifico è epistassi ma comunemente parliamo di “sangue dal naso”. Le epistassi infatti sono le perdite di sangue del naso e si chiamano così perché derivano dalla parola greca “epistazo” che significa “stillare goccia a goccia”. Di fatto si tratta di emorragie nasali e possono essere provocate da diversi fattori. Indaghiamone insieme fisiologia e cause in questo articolo di approfondimento.

Fisiologia e qualche dato sull’epistassi

L’epistassi è un’emorragia dal naso che, secondo una ricerca pubblicata nel 2009 sul New England Journal of Medicine, si manifesta nel 60% circa delle persone durante il corso della loro vita: una frequenza piuttosto notevole dovuta al fatto che la nostra mucosa nasale sia particolarmente ricca di vasi sanguigni, che potrebbero rompersi e sanguinare. La prevalenza è elevata nei bambini in età inferiore ai 10 anni e incrementa dopo i 35 anni. Si deve però ricordare che l’epistassi risulta essere un problema di tipo medico solo nel 6% circa dei casi. La grandissima maggioranza degli episodi di sangue dal naso – più o meno il 90% - riguarda la parte anteriore delle fosse nasali, in corrispondenza di una zona specifica chiamata locus Valsalvae. Il restante 10% è rappresentato da sanguinamenti nasali di origine posteriore, comuni in soggetti adulti (sopra i 60 anni): la zona della mucosa nasale associata a questo tipo di epistassi è la cosiddetta area di Woodruff. Conoscere la differenza tra i 2 tipi di sanguinamento nasale è importante perché permette di distinguere l’epistassi anteriore con sanguinamento solo dalle narici dall’epistassi posteriore, che origina uno scolo di sangue in rinofaringe.

Le cause locali del sangue dal naso

La comparsa di perdite di sangue dal naso può essere dovuta a problematiche di tipo locale oppure a cause più generali, come la pressione arteriosa. Molti sanguinamenti localizzati sono di origine traumatica: pensiamo ad esempio all’abitudine, comune nei bambini, di infilarsi le dita nel naso oppure a quando ci soffiamo il naso con troppo vigore; in questi casi la rottura dei vasi sanguigni del setto nasale è dietro l’angolo. Un’altra delle cause locali più comuni di epistassi è l’aria secca a cui siamo esposti sia in ambienti riscaldati che condizionati: la scarsa umidità dell’aria che respiriamo disidrata infatti le mucose nasali e questo fa sì che si possano formare crosticine pruriginose. Il grattarsi, o comunque il toccarsi ripetutamente il naso, potrebbe rompere o far staccare le crosticine con conseguente emorragia. L’epistassi può anche essere sintomo di un’infezione delle vie respiratorie in atto, come raffreddore o sinusite.

I fattori di rischio generali dell’epistassi

Tra i fattori di rischio generali scientificamente accertati dell’epistassi, quando si presenta in forma frequente e abbondante, c’è sicuramente l’ipertensione arteriosa, una patologia della circolazione sanguigna frequente nella terza età, che esercita un’abbondante pressione sulla parete dei vasi sanguigni. Ma non solo: anche le cardiopatie e il diabete possono indurre epistassi. In altri casi le emorragie nasali sono associate all’assunzione di farmaci antiaggreganti o anticoagulanti soprattutto in soggetti anziani che, per via della loro età, hanno la mucosa più vulnerabile e presentano una maggiore fragilità dei vasi capillari situati nella parte anteriore del naso, zona molto vascolarizzata.

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